Disinfestazioni e Sanificazioni Professionali
In Disinfekmi SRL , ciHACCP , il **DM N°DM N° 274/1997 (Regolamento 82/94) ,Regolamento Europeo n° 528/2012 in materia diNorma Europea EN 16636 ,
Analisi e Pianificazione Personalizzata
Il nostro team specializzato effettua un sopralluogo preliminare per analizzare l'ambiente e individuare le aree più critiche. In seguito, posizioniamo strategicamente:
- Dispencer;
- Trappola a cattura;
Tutti i dispositivi vengono fissati saldamente a parete o pavimento e sono dotati di un sistema di chiusura accessibile esclusivamente al nostro personale.
Numero identificativo
Tipologia di rodenticida utilizzato;
Indicazione dell'antidoto (per eventuali emergenze gestite da personale qualificato).
Le trappole a cattura sono dotate di tavole collanti e piastre basculanti , impedendo al roditore di uscire una volta intrappolato.
Monitoraggio e Trasparenza
Per garantire un controllo completo, tutte le postazioni sono riportate su una planimetria dettagliata , redatta in duplice copia e fornita al cliente. Questo documento consente di avere un quadro chiaro della disposizione dei dispositivi, utile anche durante eventuali ispezioni da parte degli enti di controllo.
Documentazione Tecnica
A completamento del servizio, consegniamo al cliente le schede tecniche e le schede di sicurezza dei prodotti impiegati. Ogni intervento viene monitorato con attenzione, assicurando trasparenza e conformità alle normative.
RODITORI
INSETTI DERRATE ALIMENTARI
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TOPI E RATTI
I Muridi rappresentano una delle famiglie di roditori più diffuse e adattabili negli ambienti antropizzati. Spesso erroneamente confusi con i ratti, i topi si distinguono per dimensioni (dai 3 ai 30 cm) e per una straordinaria resilienza ecologica. Il loro successo biologico deriva dalla combinazione di due fattori critici: l’elevata prolificità e un regime alimentare onnivoro estremamente flessibile. Sfruttando scarti alimentari, granaglie e materiali di origine organica o industriale (come lana e carta), questi mammiferi stabiliscono colonie persistenti, rendendo indispensabili piani di monitoraggio e derattizzazione mirati.
Esistono tre specie di topi e ratti particolarmente dannose per abitazioni e ambienti di produzione, grazie alla loro straordinaria capacità di adattarsi agli spazi umani:
- Topo domestico (Mus musculus domesticus)*: il classico topolino, comunemente presente nelle abitazioni.
- Ratto grigio (Rattus norvegicus)*: conosciuto anche come ratto delle chiaviche o pantegana, è una delle specie più diffuse in ambienti urbani e rurali.
- Ratto nero (Rattus rattus)*: noto anche come ratto dei tetti o ratto delle navi, si trova principalmente in ambienti alti come soffitte e tetti.
Disinfestazione Topo Domestico
Il topo domestico, noto anche come topolino di campagna, è un piccolo roditore che misura tra i 3 e i 10 cm. Il suo colore varia dal nero a un marroncino chiaro, con zampette bianche, mentre quelle posteriori sono più sviluppate rispetto a quelle anteriori.
I topi selvatici, sebbene simili, tendono ad avere una colorazione più scura rispetto ai topi domestici.
Un adulto di topo domestico ha una vita media di circa un anno. Questo roditore è particolarmente comune nelle zone agricole, ai margini delle coltivazioni o dei boschi, in terreni incolti, nelle aree cespugliose e vicino a vegetazione densa.
Oltre a vivere in ambienti rurali, il topo domestico è ampiamente presente anche nell'ambito urbano. Le sue piccole dimensioni e la sua struttura scheletrica flessibile gli consentono di infiltrarsi facilmente negli edifici, anche attraverso aperture inferiori a un centimetro.
Disinfestazione RATTO GRIGIO
Nonostante il suo nome, il ratto grigio ha origine in Cina ed è presente in Europa dal 1700. Conosciuto anche come ratto delle fogne o pantegana, si distingue per un corpo più robusto rispetto al ratto nero. Ha una coda più corta rispetto alla lunghezza del corpo e della testa, occhi e orecchie piccoli e un naso smussato. Il mantello è di colore bruno-grigiastro, mentre il ventre è più chiaro. Gli adulti vivono mediamente tra i 6 e i 12 mesi e ogni femmina può dare vita fino a 7 cucciolate, ciascuna composta da 3 a 15 piccoli.
La presenza di ratti grigi si rileva frequentemente in edifici, sistemi fognari e in aree all’aperto. Questi roditori vivono principalmente a terra, nelle tane che possono causare danni significativi alle fognature. Sono anche abili acrobati e arrampicatori, capaci di saltare fino a 70 cm in altezza e oltre un metro in lunghezza.
Ottimi nuotatori, i ratti grigi sono in grado di resistere in immersione e possono risalire le condotte di scarico dei bagni, riuscendo così a entrare nelle abitazioni. Se minacciati, possono diventare aggressivi.
Disinfestazione RATTO NERO
Il ratto nero ha un corpo snodato e slanciato, con una coda che supera in lunghezza il corpo (15-24 cm). Le sue orecchie sono affusolate e il muso appuntito. Il mantello ha una colorazione ventrale che può essere chiara, tendente al bianco, mentre la parte superiore è più scura.
Nei roditori che vivono all'esterno, il ciclo vitale è stagionale, mentre quelli che si insediano all'interno degli edifici tendono a vivere più a lungo, con maggiori opportunità di proliferare durante l'anno. Il ratto nero si trova principalmente in giardini e parchi urbani, ma tende a infestare le zone più alte delle costruzioni, come tetti e terrazzi.
Questo roditore accede facilmente agli ambienti interni attraverso camini, aperture nei sottotetti, condotti e passaggi di cavi o da serramenti non perfettamente sigillati. È un abile scalatore e ama nidificare in posizioni elevate.
Il ratto nero è noto per essere particolarmente difficile da controllare, a causa della sua diffidenza e delle sue abitudini alimentari selettive, che lo rendono più sfuggente rispetto ad altre specie.
BLATTE
Le blatte (ordine Blattodea), comunemente note come scarafaggi, sono insetti dal corpo oblungo e marcatamente appiattito, caratteristica che permette loro di colonizzare anche le fessure più strette. Con dimensioni variabili tra pochi millimetri e diversi centimetri, questi infestanti sono dotati di lunghe antenne sensoriali e un torace protettivo che sovrasta il capo. Il loro ciclo riproduttivo è protetto dall'ooteca, un involucro resistente originato da secrezioni ghiandolari che preserva le uova dagli agenti esterni. La loro presenza è spesso associata a scarse condizioni igieniche, rendendo necessario un intervento tecnico mirato per l'identificazione della specie e l'eradicazione dei focolai.
Delle diverse migliaia di specie esistenti nel mondo, le più comuni che infestano le nostre abitazione e le nostre città sono:
- Blatta Nera (Blatta orientalis)
- Blattella (Blattella germanica)
- Blatta Rossa (Periplaneta americana)
- Blatta dei mobili (Supella longipalpa)
Disinfestazione Blatta Nera
Il tipico scarafaggio, di colore nero-marrone lucido.
Presenta il corpo ovale piuttosto lungo (26-32 mm di lunghezza), antenne molto lunghe e filiformi, le zampe sono lunghe, sottili, adatte a correre, con numerose spine ben evidenti.
Il maschio si distingue dalla femmina perché ha le ali normalmente sviluppate mentre quest’ultima presenta le ali anteriori molto brevi e le posteriori del tutto atrofiche.
Generalmente il comune scarafaggio nero non vola e non ama arrampicarsi (salvo risalire i muri che offrono particolari appigli), ma si sposta velocemente sui pavimenti.
Predilige le vicinanze dell’acqua perché, a differenza di altre varietà, non sopravvive per più di 15 giorni senza bere.
Disinfestazione Blattella Fuochista (Blatta Grigia)
Gli adulti misurano in lunghezza 10-15 mm, sono di colore marroncino chiaro e facilmente identificabili da due strisce scure longitudinali sul dorso; il capo è piccolo ma evidente con due antenne molto lunghe filiformi.
Hanno ali completamente sviluppate, leggermente ispessite, che coprono tutto l’addome.
Le zampe sono lunghe, sottili, adatte a correre, con numerose spine ben evidenti. Le zampe sono adatte per arrampicarsi sia su superfici lisce sia rugose, pertanto la specie raggiunge facilmente anche piani di lavoro.
Disinfestazione Blatta Rossa
La periplaneta ha una corazza lucida, di colore ruggine ed è di dimensioni notevoli rispetto alle altre blatte, 25-40 mm di lunghezza.
Le ali sono normalmente sviluppate sia nel maschio che nella femmina e arrivano a ricoprire tutto l’addome. Le zampe sono lunghe, con il femore più ingrossato, presentano numerose setole e spine molto ben evidenti.
Le femmine sono in grado di produrre un’ooteca alla settimana e nel corso della loro vita arrivano a produrne fino a 90. Gli adulti sono molto longevi, possono vivere fino a 2 anni e sono resistenti anche a periodi senza alimentarsi.
Disinfestazione Blattella
dei Mobili
Molto simile alla Blatta germanica, ha una colorazione rosso-marrone, ma è di minori dimensioni raggiungendo una lunghezza di mm 10-12, presenta due strisce trasversali sul torace ed è dotata di antenne particolarmente sviluppate.
Gli adulti possono vivere fino a un anno. I maschi, se disturbati, possono spiccare il volo, mentre le femmine non ne sono capaci.
Nel caso vengano introdotti negli ambienti mobili o imballaggi sui quali non sono state scoperte le tracce dell’infestazioni, permette, a questa specie di blatta, di colonizzare rapidamente i luoghi.
CIMICI DA LETTO
La Cimex lectularius, nota come cimice da letto, è un parassita ematofago che vive a stretto contatto con l’uomo. Questo insetto notturno, dal caratteristico colore bruno-rossastro e forma appiattita, si nasconde durante il giorno in siti caldi e ricchi di tessuti (come materassi e testiere), attivandosi solo col buio per nutrirsi.
Il nostro metodo d'intervento: La nostra azienda affronta il problema con un protocollo rigoroso che inizia con un sopralluogo tecnico. Utilizziamo tecnologie ad alta temperatura in combinazione con biocidi specifici per eliminare ogni traccia dell'infestante. Per garantire il successo definitivo, procediamo alla sigillatura di reti e materassi per circa 40 giorni, effettuando verifiche periodiche fino alla completa eradicazione del parassita.
Non è semplice individuarle in quanto non si ritrovano direttamente sul corpo dell’ospite, ma infestano gli ambienti circostanti.
Le cimici dei letti non volano, ma si muovono agilmente risalendo superfici o lasciandosi cadere sulla pelle, una volta avvertita le presenza umana.
Il segno della presenza di cimici dei letti sono le punture che, al risveglio, le persone ritrovano sul loro corpo, soprattutto nelle zone che rimangono scoperte durante il sonno.
Inizialmente non viene prestata molta attenzione, apparendo simili a quelle di altri insetti, ma solo quando le lesioni, estremamente pruriginose, risultano abbastanza diffuse sul corpo, ci si rende conto di essere in presenza di una infestazione.
Le cimici dei letti non sono portatrici di malattie infettive, ma la reazione è differente per ciascun individuo colpito
Tuttavia l’estensione delle zone colpite, le eventuali infezioni cutanee dovute al grattamento e lo stress emotivo possono creare situazioni poco piacevoli. Il parere medico sarà certamente di conforto per riportare il benessere fisico.
Ma, per evitare il ripetersi del problema occorre la distruzione totale delle colonie presenti.
La disinfestazione dalle cimici del letto non è semplice perché possono annidarsi in qualsiasi luogo e lo spostamento di arredi o vestiario, da un locale all’altro, ne aumenta la diffusione.
Affidatevi alla professionalità di DPM Disinfestazioni che saprà proporvi gli interventi più adeguati per affrontare il vostro problema.
FORMICHE
I Formicidi sono imenotteri ampiamente diffusi negli ambienti antropizzati, rappresentati in Italia soprattutto dalle sottofamiglie Formicinae e Myrmicinae. Questi insetti sono caratterizzati da una complessa struttura eusociale, basata su una rigida divisione del lavoro: le regine si dedicano alla riproduzione, i maschi garantiscono la continuità della specie e le operaie sterili si occupano del sostentamento e della difesa. Dal punto di vista morfologico, presentano un corpo diviso in tre sezioni con robuste mandibole e antenne genicolate, che fungono da principale organo sensoriale. La loro straordinaria capacità di cooperazione e adattamento alimentare le rende uno degli infestanti più comuni.
Formica nera dei giardini (Lasius niger – Formicinae)
Indicata in varie espressioni dialettali che significano formica “rizza culo”, per la posizione che assume quando viene disturbata. Il corpo è nero, la testa è rossa, le dimensioni vanno da 2,8 a 4mm, l’addome a forma di cuore.
Nidifica nel legno (soprattutto tra gli oliveti) e costruisce pareti di cartone.
Le colonie sono composte da migliaia di individui. Mangia insetti, carne, vegetali e alleva gli afidi per estrarre le loro secrezioni zuccherine. Il rischio legato alla sua presenza è soprattutto la contaminazione di alimenti finiti o di materie prime.
Formica Rufa (Formicinae)
La testa e l’addome sono scuri, il torace, le zampe e le antenne sul rosso. Sono quelle formiche che costruiscono alti nidi usando gli aghi di pino. Possono esserci diverse regine che depongono le uova nello stesso nido.
Le sue colonie possono essere composte anche da 100.000 individui, sono aggressive e attaccano mordendo e spruzzando acido formico.
Lasius Flavus (Formicinae)
Tutto il corpo (antenne e zampe incluse) è di colore giallo-arancio.
Nidifica nel terreno, formando piccoli monticelli nel prato. Mangia sottoterra nutrendosi di piccoli insetti che trova nei suoi tunnel e sale poche volte allo scoperto.
Formica delle zolle (Tetramorium Caespitum – Myrmicinae)
Piccola, corpo nero o marrone scuro, punta delle zampe e delle antenne chiara. Mangia insetti, dolci, frutta e avanzi di cibo oleosi.
Nidifica in prevalenza sotto i sassi vicino a una fonte d’acqua lungo le coste, le colonie sono in genere di 10.000 individui, ma possono raggiungere anche i 30.000.
Hanno solitamente una sola regina per colonia e sono molto aggressive con i nidi di formiche adiacenti.
Formica mietitrice (Messor – Myrmicinae)
Comunissima in Italia e si trova anche in tutte le nostre isole. Le operaie sono di due tipi, le piccole minor e le più grandi major. Sono le formiche che trasportano i semi nel loro formicaio. Nidifica nel terreno e mangia i semi che raccoglie nei suoi granai sotterranei.
Gli studiosi non capivano come riescano ad evitare che i semi germoglino nei loro depositi, ora sembra che semplicemente li tengano al riparo dall’umidità. Comunissima in Italia e si trova anche in tutte le nostre isole.
Le operaie sono di due tipi, le piccole minor e le più grandi major. Nidifica nel terreno e mangia i semi che raccoglie nei suoi granai sotterranei
Formica argentina (Linepithema humile – Dolichodorinae)
Sbarcata in Portogallo dall’Argentina, si sta diffondendo lungo la costa europea ed è già arrivata in Liguria. La sua particolarità è che sembra formi un’unica immensa colonia, eliminando tutte le altre specie di formiche locali. I nidi sono composti da numerosissimi esemplari, è dinamica e aggressiva.
Mangiano dolci, frutta. Le colonie sono composte da milioni di individui, spesso hanno molte regine . Piccola formica, dai 2 ai 3mm, la testa e l’addome giallo o bruno, anche il torace le zampe e le antenne sono gialli. Nidifica vicino alla costa.
Formica faraone (Monomorium pharaonis)
La formica faraone, è originaria probabilmente del Nord Africa (Egitto), da dove si è diffusa in molte aree del mondo, Europa compresa. Preferisce stabilirsi negli ambienti riscaldati e vive in colonie molto numerose (fino a 100.000 individui), che si insediano prevalentemente in ambienti interni.
Le colonie si formano spesso per “gemmazione” da una colonia più grande, dalla quale alcuni individui si distaccano per dare origine a un nuovo formicaio. Le operaie hanno piccole dimensioni (2 mm) e sono di colore ocra. Rifuggono dalla luce e si allontanano molto dal formicaio.
All’interno degli edifici utilizzano, per i loro spostamenti, i passaggi delle canaline degli impianti elettrici o delle tubazioni dell’acqua.
La formica faraone infesta le industrie alimentari, specialmente dove si lavorano ingredienti zuccherini e proteici (carni). Facilmente si annida negli ambienti ospedalieri, dove le fonti di alimento non mancano.
ZECCHE
Le zecche sono aracnidi parassiti che dipendono esclusivamente dal sangue dei loro ospiti per crescere e riprodursi. Sebbene molte specie prediligano habitat naturali umidi e protetti dalla vegetazione — come il sottobosco o il terreno — altre si sono adattate sorprendentemente alla vita urbana. Queste varianti cittadine sono estremamente resistenti e non necessitano del riparo offerto dal verde; al contrario, stazionano strategicamente vicino ai luoghi frequentati dalle loro vittime, che individuano e raggiungono attivamente grazie alla rilevazione dell'anidride carbonica emessa dal respiro.
Appartengono alle famiglie:
- Ixodidae o zecche dure: scudo dorsale presente; rostro anteriore; zampe munite di pulvilli in tutti gli stadi; dimorfismo sessuale presente.
- Argasidae o zecche molli: scudo dorsale assente; rostro ventrale nella ninfa e nell’adulto; zampe munite di pulvilli solo allo stadio larvale; dimorfismo sessuale assente.
Per l’uomo, la pericolosità delle zecche è legata alle reazioni allergiche o tossiche alle sostanze contenute nei fluidi salivari del parassita, (in particolare quelli delle zecche molli), alla capacità di trasmettere agenti patogeni, responsabili di malattie, talvolta gravi, assunti, durante il pasto di sangue da un ospite infetto.
Il morso non è generalmente doloroso né pruriginoso, e può, pertanto, passare inosservato.
Zecche dure (Ixodidae)
Sono dette “zecche dure” per la presenza dello scudo dorsale chitinoso esteso a tutta la superficie nel maschio. Per mutare da uno stadio all’altro, la zecca deve compiere un pasto di sangue che può avvenire su uno stesso ospite o più ospiti.
Negli stadi larvale e ninfale sono generalmente roditori, uccelli, rettili, mentre gli ospiti delle zecche adulte sono grossi mammiferi, soprattutto bovini ed equini. Le più rilevanti sono:
Zecca dei boschi (Ixodes ricinus)
Zecca dei boschi (Ixodes ricinus) è la più pericolosa per l’uomo. Diffusa nel nostro Paese, soprattutto nelle zone boschive e molto umide, nelle quali si sviluppa in maniera ottimale. La specie è presente nel sottobosco, nei prati non curati e nei sentieri poco frequentati.
Le larve delle zecche attaccano piccoli roditori o piccoli volatili, le ninfe e gli adulti, invece, si appostano sulle piante ed attendono il passaggio delle vittime, tra le quali troviamo i mammiferi, compreso l’uomo.
E’ responsabile della malattia di Lyme che nella nostra regione fa registrare diverse decine di casi ogni anno.
Zecca del cane (Rhipicephalus sanguineus)
La zecca del cane è diffusa su tutto il territorio nazionale ed è responsabile della trasmissione di molti agenti patogeni per l’uomo e il cane.
In Italia, oltre che sul cane, è stata rinvenuta su diverse specie di animali domestici, quali ovini, bovini, suini, equini e anche su alcuni roditori.
Luoghi urbani e rurali dove spesso baracche negli orti e nelle serre, o capannoni con presenza di piante e sterpaglie, contribuiscono a creare l’habitat adatto allo sviluppo della specie.
La zecca del cane può installarsi anche in quartieri residenziali, dove trova nicchie sia all’interno che all’esterno delle abitazioni.
Negli spazi verdi urbani e nelle aree dedicate ai cani vi sono serie possibilità di trasmissione dei parassiti da un animale all’altro, con la successiva introduzione delle zecche nelle abitazioni.
Zecche molli (Argasidi)
Sono dette “zecche molli” in quanto sprovviste dello scudo chitinoso dorsale
Parassitano abitualmente uccelli, selvatici e domestici, e chirotteri (pipistrelli) con i quali normalmente vivono in stretta associazione.
In Italia sono state segnalate poco meno di una decina di specie di zecche molli appartenenti ai generi Argas e Ornithodoros,
Zecca del piccione (Argas reflexus)
Zecca del piccione (Argas reflexus) è la zecca molle più nota in Italia che è solita infestare, soprattutto nei centri storici, i luoghi dove frequentemente nidificano i piccioni (sottotetti, edifici abbandonati, campanili, soffitte).
Questo parassita non risiede stabilmente sull’ospite ma durante il giorno si nasconde in qualsiasi tipo di fessura presente nell’ambiente accanto ai nidi degli uccelli.
L’infestazione di questi parassiti può spostarsi all’interno delle abitazioni se non si mettono in atto disinfestazioni degli ambienti dopo aver provveduto all’allontanamento dei volatili.
A difesa delle abitazioni devono essere effettuati trattamenti con formulati ad azione residuale a protezione di finestre, porte e ogni altro tipo di apertura.
Nel trattamento delle superfici esterne occorre prestare particolare cura ai molti nascondigli che offrono murature ed intonaci (interstizi fra pietre, fessurazioni dell’intonaco, crepe).
Il controllo delle zecche molli spesso deve essere associato alla ricerca dei nidi di uccelli da cui ha preso origine l’infestazione.
Se vi accorgete che vostro animale domestico è attaccato dalle zecche, oltre ai presidi medico veterinari da utilizzare, interpellate DPM Disinfestazioni per evitare che i parassiti si diffondano anche nell’abitazione
PULCI
L'emergenza pulci è confermata da dati statistici sempre più allarmanti. Già nel 2017, il Comune di Milano riportava che oltre un terzo delle chiamate al Pronto Intervento Veterinario riguardava infestazioni domestiche, con cani e gatti identificati come i principali vettori.
Nello stesso periodo, l'ENPA ha registrato un incremento del 25% nei casi di morsi e necessità di disinfestazione. A consolidare questo scenario è l'Associazione Nazionale Disinfestatori Professionisti, che rileva una crescita costante della domanda di interventi negli ultimi cinque anni. Data la complessità del fenomeno, aggravato dalle temperature estive, il ricorso a esperti del settore è oggi la strategia più efficace per una risoluzione definitiva.
Disinfestazione pulci : un problema da non sottovalutare
Le pulci sono infestanti molto comuni a Milano, specialmente nei mesi caldi quando gli animali domestici, come cani e gatti, trascorrono più tempo all’aperto. Le alte concentrazioni abitative, tipiche delle grandi città, favoriscono la diffusione delle pulci dagli animali agli ambienti interni. Le pulci si annidano nelle fessure, tappezzerie e materassi, perforando la pelle degli esseri umani di notte mentre dormono, nutrendosi del loro sangue. I morsi di pulce provocano prurito intenso, macchie rosse, dermatite e in alcuni casi anche allergie. Pulci e altri animaletti nocivi come ad esempio gli insetti delle derrate possono trasmettere, nei casi gravi, malattie come la tenia o la dermatite allergica. Per questi motivi il problema non deve essere sottovalutato e occorre affrontarlo in modo efficace, rivolgendosi a professionisti della disinfestazione. Solo procedure mirate, che includano anche la pulizia approfondita di tutti gli ambienti, riescono a eliminare in modo duraturo le pulci dagli appartamenti.
Soprattutto nelle realtà urbane come Milano, le infestazioni da pulci possono diventare problematiche e pesantemente impattanti sulla qualità della vita. Affidandosi a tecnici specializzati, dotati di prodotti specifici, è possibile liberarsene in modo risolutivo.
Le pulci possono infestare non solo gli animali domestici ma anche gli esseri umani. Soprattutto nei mesi estivi, quando si trascorre più tempo all’aria aperta e si utilizzano giardini e aree pubbliche, è importante adottare alcune precauzioni per evitare di portare questi fastidiosi parassiti in casa.
Quando si rientra da lunghe passeggiate, soprattutto con bambini e animali, è consigliabile:
- Controllare attentamente cani, gatti e gli stessi figli, ispezionando capelli, vestiti e zone esposte come le caviglie. Le pulci adulte sono visibili a occhio
- Togliere scarpette, calzini e indumenti infetti, mettendoli direttamente in lavatrice e lavando gli infestati con acqua calda e sapone per allontanare eventuali pulci.
- Nebulizzare un antiparassitario specifico su indumenti e stoffe infette per uccidere gli eventuali parassiti ancora presenti.
- Se necessario, passare aspirapolvere o la monospazzola sul pavimento, sui tappeti e nelle fessure dove le pulci potrebbero annidarsi.
Queste semplici precauzioni, abbinate a un trattamento professionale nel caso di infestazioni più serie, possono aiutare a prevenire e contenere il problema delle pulci a Milano.
Disinfestazione pulci: ciclo vitale e trasmissione di questi piccoli fastidiosi insetti
Il ciclo vitale delle pulci presenta 4 stadi: uovo, larva, pupa e adulto. Le femmine delle pulci depositano le uova direttamente sulla pelle dell’ospite, preferibilmente in zone con pelo folto come il dorso, il collo e le orecchie di animali. Dalle uova, dopo pochi giorni, schiudono le larve che inizialmente sono trasparenti ma divengono via via giallastre. Le larve si nutrono del sangue dell’ospite ancorato saldamente alla pelle tramite uncini sulla testa. Dopo alcune mute le larve si trasformano in pupe all’interno delle quali si sviluppa l’adulto, pronto a nutrirsi di sangue e riprodursi. L’intero ciclo si completa in poche settimane quindi le infestazioni possono diventare molto intense nel breve periodo.
Le pulci si diffondono principalmente attraverso gli ospiti infetti, soprattutto animali come cani e gatti che veicolano le uova e gli stadi giovanili del parassita nei luoghi in cui si trovano. Le infestazioni si trasmettono dunque dagli animali domestici agli ambienti in cui questi vivono e alle persone che li frequentano. Per impedire la diffusione delle pulci occorre quindi trattare non solo gli animali ma anche le aree in cui si trovano i loro nidi e dove passano la maggior parte del tempo.
Come per i parassiti dei tarli, anche per bloccare efficacemente il ciclo vitale delle pulci negli ambienti domestici e zootecnici, è necessario ricorrere a procedure professionali di disinfestazione. I tecnici specializzati, dotati di prodotti specifici autorizzati, sono in grado di:
- Applicare antiparassitari ad ampio spettro contro tutte le forme vitali della pulce: uova, larve, pupe e adulti. Gli insetticidi per la disinfestazione delle pulci sono generalmente a base di piretroidi o altri principi attivi di sintesi.
- Nebulizzare prodotti in tutti gli ambienti frequentati dagli animali, con particolare attenzione alle aree in cui si annidano e riposano come cuccia, lettiera e divani.
- Ripetere il trattamento a intervalli regolari, in genere da 1 a 3 mesi, così da eliminare il continuo rinnovarsi del ciclo vitale delle pulci.
- Svolgere una pulizia approfondita dei locali, aspirare tappeti e materassi e lavare a temperatura elevata tutti gli indumenti esposti alle infestazioni.
Solo un intervento professionale “a 360 gradi”, che coinvolga sia il trattamento chimico che quello meccanico-fisico, può assicurare una disinfestazione duratura contro le pulci, interrompendo il loro ciclo vitale in modo completo e risanando gli ambienti in maniera igienicamente sicura.
Servizio disinfestazione pulci : efficace, sicuro e duraturo
Un servizio professionale di disinfestazione contro le pulci a Milano si distingue per efficacia, sicurezza e durabilità nel tempo. Gli interventi sono eseguiti da tecnici specializzati, con prodotti specifici autorizzati per la sanificazione ambientale e procedure validate.
L’efficacia si basa sull’utilizzo di prodotti insetticidi ad ampio spettro, in grado di uccidere tutte le forme vitali del parassita, dalle uova appena deposte agli adulti. Le tecniche utilizzate – nebulizzazioni, spolverature e lavaggi – permettono di raggiungere anche i recessi e le fessure dove le pulci tendono ad annidarsi. La sicurezza nasce dall’impiego di prodotti registrati presso il Ministero della Salute e specificamente studiati per ambienti abitativi, con impatti ridotti sulla salute di persone e animali. Le procedure rispettano inoltre i principi di igiene e sicurezza sul lavoro.
La durata nel tempo degli effetti è assicurata da piani di intervento periodici, che includono ripetuti cicli di trattamento in grado di interrompere il progredire delle nuove generazioni di pulci emergenti dalle uova.
Solo affidandosi a professionisti della disinfestazione è possibile ottenere un risultato rapido, completo e duraturo contro le pulci e i loro fastidiosi morsi, risanando l’ambiente in modo ecosostenibile.
ZANZARE
In Italia si contano circa venti specie di zanzare, alcune delle quali rilevanti sotto il profilo del rischio sanitario. Poiché il ciclo biologico dell’insetto dipende strettamente dall’acqua per la deposizione delle uova e lo sviluppo delle larve, ogni ristagno idrico rappresenta un potenziale focolaio. Oltre ai siti naturali, assumono particolare criticità le aree urbane (giardini, sottovasi, caditoie). La riduzione dell'infestazione richiede dunque una collaborazione attiva dei cittadini: adottando semplici precauzioni domestiche e interventi di disinfestazione mirati, è possibile limitare lo sviluppo degli esemplari adulti e garantire il benessere della comunità.
Zanzara comune (Culex pipiens)
Vive nelle città e nelle zone rurali di pianura, dove trova facile annidamento nei fossati, nei pozzetti di scolo e negli altri focolai cittadini.
L’adulto è di colore giallo scuro, senza macchie sulle ali o zampe. Presenta delle bande chiare ai lati di ogni segmento dell’addome. La femmina si nutre del sangue di animali e dell’uomo per facilitare la produzione di uova.
E’ attiva nelle ore crepuscolari e notturne durante le quali provoca il fastidio all’uomo, ma senza essere, particolarmente, aggressiva. Gli adulti superano la stagione invernale in fase di torpore all’interno di scantinati e stalle.
Zanzara tigre (Aedes albopictus)
Importata nel mondo occidentale dall’Asia si è diffusa negli ultimi vent’anni arrivando a costituire un serio motivo di preoccupazione sanitaria e ambientale. E’ riconoscibile per il corpo nero a bande trasversali bianche sulle zampe e sull’addome e con una striscia bianca che le solca il dorso e il capo.
La diffusione della zanzara tigre è tipicamente urbana e non si ritrova nelle aree rurali, proprio per la sua propensione a deporre le uova in piccole raccolta d’acqua.
Si tratta di un insetto particolarmente aggressivo, che è attivo nelle ore più fresche della giornata (al mattino presto e al tramonto) mentre di notte, riposa al riparo della vegetazione.
Le sue punture procurano gonfiori e irritazioni persistenti, pruriginosi o emorragici, a volte dolorosi. Un elevato numero di punture può provocare fenomeni allergici in persone particolarmente sensibili.
L’Aedes albopictus è vettore di diverse malattie virali, in particolare quelle causate da arbovirus, tra cui la Chikungunya, la dengue, la febbre gialla e alcune encefaliti nelle zone tropicali e in numerose zone dell’Asia. Nelle nostre zone questi agenti patogeni sono assenti e questo rischio dovrebbe essere solo teorico.
MOSCHE
Le mosche sono insetti presenti, praticamente, in quasi tutti i luoghi del mondo.
Proliferano in ambienti caldo-umidi dove c’è cibo facilmente disponibile. Con una temperatura di 30° una mosca completa il ciclo vitale in soli 10 giorni. Resti di alimenti e luoghi di raccolta di rifiuti sono luoghi ideali per la deposizione e l’incubazione delle larve.
Rappresentano una minaccia all’igiene e per la nostra salute in quanto, dopo essere state attratte da escrementi umani e animali, materiale organico in decomposizione e letame, si posano nei nostri ambienti. Per tale comportamento, le mosche sono portatrici di malattie e infezioni come escherichia coli, parassiti, tifo, colera, salmonella, dissenteria.
Sono un rischio per la salute degli animali domestici e del bestiame.
Possono infestare, in modo aggressivo, persistente e dannoso, abitazioni, laboratori di produzione di generi alimentari, luoghi di confezionamento e vendita di alimenti, luoghi per la somministrazione di cibi, ambienti comunitari. È importante non trascurare la presenza di mosche, ed intervenire prima che si verifichino gravi infestazioni difficilmente controllabili.
Esistono moltissimi tipi di mosche, di varia natura e con diverse caratteristiche. Sono parassiti in ogni senso. Tra le più comuni troviamo la mosca domestica (Musca domestica), la mosca cavallina (Hippobosca equina), la callifora (Calliphora vomitoria), la mosca carnaria (Sarcophaga carnaria).
Mosca domestica (Musca domestica)
Ha il corpo peloso, di colore grigiastro con il torace che presenta quattro bande nere strette mentre l’addome porta una linea mediana scura e macchie scure sui lati. La parte inferiore dell’addome è di colore giallastro. Complessi occhi composti, con migliaia di lenti, che permettono un ampio campo visivo.
La grande disponibilità di cibo nelle vicinanze degli insediamenti umani, l’abbondanza di rifiuti che divengono luoghi di incubazione delle larve, la particolare resistenza e l’elevata fecondità delle femmine, sono alla base della notevole diffusione della specie.
Ogni femmina depone in media poco meno di un migliaio di uova; le schiuse avvengono di solito entro 48 ore; le larve, secondo la temperatura, l’umidità e l’idoneità del luogo, maturano in pochi giorni o in qualche settimana. L’intero ciclo biologico delle mosche ha una durata che può variare da 8-10 a 45-50 gg. Gli adulti, eccellenti volatori, sono attivi nelle ore diurne, sono attratti dalla luce, e sono in grado di posarsi su qualsiasi superficie, sia ruvida sia liscia, grazie a due strutture presenti alle estremità delle zampe
Mosca cavallina (Hippobosca equina)
La mosca cavallina è un parassita specifico del bestiame. E’ di colore variabile dal nero al marrone scuro con occhi verdi o neri. Gli adulti possono raggiungere i 25 mm di lunghezza. Attacca prevalentemente i cavalli e altri grandi erbivori selvatici ma può pungere occasionalmente anche altri mammiferi (uomo compreso) e uccelli. Ripetute aggressioni delle femmine possono rallentare l’aumento di peso in alcuni animali.
Sia il maschio che la femmina sono ematofagi e presentano un apparato buccale pungitore dotato di lame minutissime che tagliano la pelle, retratto al di sotto della testa, in fase di riposo. Effettua i “pasti di sangue” soprattutto d’estate e nelle ore più calde della giornata
Ha un ciclo vitale molto particolare, in quanto è ovoviviparo (non produce uova, la larva si sviluppa completamente nel corpo della madre che produce un bozzolo, da cui emerge l’adulto).
Il morso della mosca cavallina può essere molto doloroso anche per gli esseri umani. Queste mosche che possono trasmettere numerosi agenti patogeni responsabili di gravissime malattie quali la tripanosomiasi (malattia del sonno), la febbre Q e varie rickettsiosi.
Callifora (Calliphora vomitoria)
Conosciuta anche con il nome di moscone azzurro o moscone blu della carne, ha l’addome di color turchese con dei riflessi metallici, mentre il torace e l’addome sono di colore grigiastro. Ha il corpo ricoperto da setole nerastre, e presenta due occhi, grandi, di colore rossastro_ è una delle mosche più diffuse e conosciute.
Si trova frequentemente attorno ai luoghi di deposito di rifiuti e alle pattumiere. E’ attratta dalle sostanze organiche in decomposizione, sulle quali deporrà le uova (carogne e feci di animali, avanzi di cibi putrescenti, fieno fermentato, ferite purulente di animali e uomini) e che serviranno come alimento per le larve.
Queste raggiungono la maturità in pochi giorni, poi si trasformano in pupe e, quindi, in adulti. In particolari situazioni ambientali, la callifora può essere veicolo di trasmissione dei germi di gravissime
VESPE E CALABRONI
Per procedere ad un intervento di disinfestazione da vespe e calabroni occorre, innanzitutto, individuare il nido. Solitamente sono costruiti nei cassonetti delle tapparelle, sotto grondaie o balconi, nei comignoli e negli esalatori
Le vespe, essendo golose di sostanze proteiche e zuccherine, possono costituire un fattore di contaminazione per gli alimenti destinati al consumo umano. Pertanto sono da considerarsi dannose per le aziende che trattano prodotti alimentari e per i luoghi di ristorazione in cui si preparano i cibi.
Durante la stagione calda il numero di vespe e calabroni nei nidi è in costante aumento per poi spopolarsi in autunno. Tra le vespe più diffuse troviamo la Vespa comune (vespula vulgaris), la Vespa di terra (Vespula germanica) e il Calabrone (Vespa crabro).
Vespa di terra (Vespula germanica)
Le vespe di terra, o vespe scavatrici, hanno un caratteristico corpo con una colorazione nera brillante con striature gialle della lunghezza di 10-20 mm. Si trova dappertutto ed è attiva anche in giornate abbastanza fresche.
Si trova, più frequentemente, in agosto-settembre su fonti zuccherine e proteiche (frutta in maturazione, immondizie, carni e pesce, ecc.) e nidifica spesso all’immondizia per avere scorte inesauribili di cibo
Costruisce i nidi con involucro, grigiastro, nel terreno o in luoghi riparati negli edifici edifici. Le colonie sono anche molto grandi (con migliaia di adulti nel periodo di massimo sviluppo).
Vespa comune (vespula vulgaris)
La vespa comune ha un corpo di lunghezza tra 10 e 20 mm,di colore giallo e nero.
Il nido viene costruito sottoterra (di dimensioni inferiori a quello della Vespula germanica), a volte è appeso ai rami degli alberi, all’interno delle cassette della posta o sotto contenitori e vasi rovesciati.
Le colonie possono essere composte tra 1.000 e 2.000 individui. Se disturbata, la Vespula vulgaris può diventare aggressiva e pericolosa.
Calabrone (Vespa crabro)
Il calabrone è certamente una degli insetti più temute e perseguitate del nostro paese.
In realtà la sua fama è largamente immeritata e, nonostante le dimensioni e il ronzio inquietante, si tratta di un insetto del tutto pacifico che interferisce molto raramente con l’uomo.
Non viene, infatti, attratto dai cibi e non infastidisce quando si mangia all’aperto o nei luoghi ove si trattano alimenti (industrie alimentari, negozi, mercati); inoltre non entra quasi mai nei locali abitati,
Durante i mesi estivi, si può verificare la formazione di nidi di calabroni all’interno delle nostre abitazioni o in generale nei fori sugli alberi, nei comignoli, nelle soffitte e anche nei cassonetti delle tapparelle.
Un nido di calabroni è una costruzione di diversi cm di diametro, realizzata con un materiale simile alla carta, ottenuto dalla masticazione del legno impastato con la saliva.
Instancabili predatori, da adulti si cibano di alimenti zuccherini (nettare, linfa, frutti maturi, ecc.) mentre alimentano le regina e le larve solo con prede vive.
I calabroni sono da considerarsi insetti utili per la loro attività predatoria con la quale eliminano insetti molesti (mosche, bruchi, cavallette, altre vespe ed api), quindi i loro nidi vanno eliminati solo se ubicati in luoghi ove costituiscono un reale pericolo per le persone.
L’aggressività delle vespe e la pericolosità delle loro punture, sono un valido motivo per procedere ad una disinfestazione delle abitazioni e dei luoghi di lavoro.
Le punture di questi insetti non provocano generalmente danni sensibili, a parte il dolore della puntura e dei successivi problemi alla lesione cutanea, ma divengono estremamente pericolose per la vita di chi è allergico, provocando uno shock anafilattico.
La rimozione di nido di vespe è una operazione delicata e non priva di rischi, in quanto gli insetti, all’interno, sentendosi minacciati, possono diventare estremamente aggressivi, pungendo chiunque si trovi nelle vicinanze.
Interpellate DPM Group per una valutazione del problema e per la pianificazione di un intervento: è importante rivolgersi a ditte specializzate evitando di prendere iniziative autonome.



